Aprire un Parco Avventura: contributi europei e sostegno nazionale

Aprire un Parco Avventura non è uno scherzo, ma è anche un’ottima opportunità imprenditoriale. Come ha detto il Presidente del Consiglio Draghi il 19 marzo, il turismo in Italia riprenderà con forza non appena la pandemia mollerà la sua presa sul mondo. E l’Italia è il paese del turismo per eccellenza. Un Parco Avventura o un Parco Giochi Avventura uniscono quindi la voglia di scoprire posti nuovi con la necessità di riappropriarsi di spazi aperti e voglia di divertirsi con leggerezza.

Aprire un Parco Avventura quindi è un investimento estremamente interessante. Ancora di più se ci sono contributi e sostegni a favore delle nuove imprese. Vediamo come è necessario muoversi.

Quali sono i contributi europei più importanti per chi vuole aprire un Parco Avventura

Abbiamo attinto all’intervento di Maurizio Crisanti al meeting dei Parchi Avventura del 2018.

L’UE, attraverso i Fondi Strutturali, dispone finanziamenti per un’ampia gamma di progetti e programmi nei settori più diversi. L’Italia ne utilizza meno del 3%, a causa del timore che la macchina burocratica europea ne impedisca o  renda difficile l’accesso alle PMI. In realtà stiamo lasciando sul tavolo una marea di soldi!

Le fonti da cui attingere risorse che prevedono una quota parte a “fondo perduto” sono almeno di sei tipologie differenti:

  1. Fondi diretti UE (per il turismo LIFE, COSME, HORIZON 2020, EUROPA CREATIVA, ERASMUS+);
  2. Fondi indiretti UE (FESR, FSE, FEASR e, nelle Regioni in cui è previsto, FEAMP);
  3. Fondi dedicati alla Cooperazione/transfrontalierità, (quali ADRIAN, INTERREG, ALPINSPACE, ITALIA-SLOVENIA, ITALIA-CROAZIA);
  4. Fondi di fondi (ad esempio EUSALP);
  5. Fondi Ministeriali dedicati;
  6. Fondi regionali dedicati.

Qui (https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/funding-opportunities/funding-programmes/overview-funding-programmes_it) l’elenco di tutti i fondi EU attivi

Tutti i fondi richiedono un accesso tramite bando.

Il FERS (Fondo Europeo Sviluppo Regionale) mira a correggere gli squilibri fra le regioni interne dell’UE.

  • mira a ridurre i problemi economici, ambientali e sociali che affliggono le aree urbane;
  • interviene sulle aree svantaggiate dal punto di vista geografico (in quanto isolate, di montagna o a scarsa densità demografica).
  • prevede aiuti specifici per le aree più periferiche, per far fronte agli eventuali svantaggi derivanti dalle condizioni di lontananza.

L’FSE (Fondo Sociale Europeo), forse il più conosciuto, è utilizzato per il raggiungimento di due obiettivi:

  • Promozione dell’occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro nelle regioni in ritardo di sviluppo (in Italia rientrano in questo obiettivo le Regioni Basilicata (a titolo transitorio), Calabria, Campania, Puglia e Sicilia)
  • Competitività regionale e occupazione, per favorire la dinamicità del tessuto economico.

L’FSC (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) è lo strumento di finanziamento del Governo italiano per le aree sottoutilizzate del paese. L’FSC raccoglie risorse nazionali aggiuntive, da sommarsi a quelle ordinarie e a quelle comunitarie e nazionali di cofinanziamento. Comprende:

  • misure a favore dell’autoimpiego e dell’autoimprenditorialità,
  • crediti di imposta per gli investimenti,
  • crediti di imposta per l’occupazione nel Mezzogiorno,
  • crediti di imposta per campagne pubblicitarie localizzate,
  • contratti d’area,
  • copertura degli interessi derivanti dall’attivazione del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese nelle aree sottoutilizzate,
  • costituzione di fondi per l’investimento in capitale di rischio delle PMI

I PON (Programmi Operativi Nazionali) infine rendono operativi i Fondi Strutturali Europei. Attraverso i finanziamenti previsti dai fondi strutturali, il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e l’FSE (Fondo sociale europeo), le singole regioni europee progettano i programmi operativi (PO) sia regionali (POR) sia sovraregionali (PON).

Come accedere ai contributi e alle agevolazioni per aprire un parco avventura

  1. Il progetto iniziale. Il progetto imprenditoriale deve essere la causa e non l’effetto di una possibuile fonte di finanziamento. In caso contrario nasce zoppo, non da un’esigenza o da una visione imprenditoriale.
  2. La ricerca delle risorse. Consulta i siti regionali e quelli dei progetti europei per verificare se ci sono bandi aperti o in apertura. Qui trovi tutti i bandi attivi o in scadenza (https://bandi.contributiregione.it/). Seleziona i bandi più adatti e verifica la cumulabilità dei fondi. Verifica anche:
    1. codici ATECO
    2. percentuale di fondo perduto assegnata
    3. tipologia di spese ammesse a contributo
    4. tempistica e modalità di riconoscimento delle spese (tempistica)
    5. applicazione o esenzione dal regime di aiuto “de minimis”
    6. presenza di eventuali condizioni di premialità
    7. facilità di presentazione della domanda
    8. tempi e modalità di valutazione dei progetti ed esiti;
  3. Progetto definitivo e Business Plan. Ricorda di elaborare il tuo progetto cercando di farlo aderire alle finalità ed alle modalità proposte dal bando e esporre al valutatore gli aspetti e i benefici economici per l’impresa e il territorio.
  4. Altre fonti di finanziamento. I contributi coprono in genere fino al 50% della spesa da sostenere, è necessario quindi verificare di avere altre fonti di finanziamento per la parte restante (banca, finanziaria, Confidi, …)

Se vuoi aprire un Parco Avventura puoi avere diverse fonti di finanziamento. 

Ti sei già informato? Contattaci per una consulenza e verifichiamo insieme come puoi fare.

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